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Intervista a Tullio Mazzotti

3 maggio 2021
Albisola


Alcune domande a Tullio Mazzotti attuale titolare della manifattura Mazzotti Giuseppe.

Perch´ la collaborazione con il Movimento Futurista e poi Gli Incontri del 1954 furono importanti ?

Gli episodi Futuristi furono importanti perch´ anticiparono l'avvento del design, infatti per la prima volta negli Anni Trenta la progettazione dei manufatti avvenne da parte di autori “progettisti”. Ciò fu reso possibile anche perch´ Torido, primogenito del fondatore, aveva una formazione di disegnatore tecnico e fu in grado di tradurre le idee futuriste in disegni da affidare al torniante per la realizzazione manuale al tornio.

Così come gli episodi scaturiti dagli “Incontri del 1954”, svoltisi su iniziativa di Sergio Dangelo, Enrico Baj, Asger Jorn, furono importanti perch´ la materia ceramica, nelle mani degli artisti, si liberò per sempre dallo stretto vincolo di arte applicata. La materia ceramica da quegli episodi assurse al ruolo di materia nobile al pari della pittura e delle altre forme di espressione artistica con la A maiuscola. La A di Albisola, Artigianato, Arte.

Questo ha segnato la storia di Albisola ?

Certamente si. Quegli episodi hanno portato Albisola alla ribalta internazionale, con l'aiuto di altri fattori fortunati quali la presenza nel consiglio comunali di Aligi Sassu, i soggiorni estivi di Carlo Cardazzo, il fascino glamour di Milena Milani, la critica di Mario De Michelis e altre magiche alchemiche presenze. Marinetti ha definito Albisola la Libera Repubblica delle Arti, Milena Milani invece la defini l'Atene italiana.

Ancora oggi Albisola è terra di ceramica e di artisti, solo che il mondo del nuovo millenio è cambiato profondamente.

Ovvero ?

Per capirlo bisogna guardare la storia e osservare che il mondo va a strappi, accelera e poi rallenta, ogni crisi porta miglioramenti con la successiva ripresa.

È sempre stato così. Il punto 9 del Manifesto Futurista pubblicato su Le Figarò il 20 febbraio 1909 … recita … “Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo”.

Senza voler arrivare a tali eccessi bisogna prendere atto che la globalizzazione di internet e la crisi economica hanno cambiato la società e anche il mercato dell'arte.

Come è arrivata l'industria 4.0 un cambio di passo nell'artigianato è altrettanto necessario.

L'avvento di internet ha dilatato il nostro mondo, ha velocizzato la comunicazione, ha creato un mercato globale.

Il vernissage di una mostra era l'occasione per confrontarsi, vedere nuove opere, attingere emozioni e stimoli, oggi quando va bene l'inaugurazione di una mostra è solamente un evento mondano, null'altro. L'arte ormai ha riti e dinamiche diverse da quelle che aveva solamente venti anni fa.

Le fasce intermedie sono in sofferenza, i curatori hanno preso il posto dei critici d'arte, le gallerie “costruiscono” gli artisti e il loro mercato.

Albisola in fondo ha già vissuto profondi cambiamenti nella sua produzione.  Nell'Ottocento l'economia ceramica viveva facendo pentole, poi cosa è successo ?

È successo che alla fine dell'Ottocento è sbocciata l'industrializzazione e ciò ha modificato la produzione e la collocazione stessa dell'artigiano e dell'artista.

Le pentole si sono fatte di metallo e non di terracotta.

Sino allora le manifatture producevano quanto necessario all'uomo, esse detenevano la produzione e la capacità creativa.

Con l'industrializzazione è comparsa la meccanizzazione e la duplicazione di oggetti e di conseguenza una mutazione della figura dell'artigiano e dell'artista nella società.

Un modo in cui le manifatture cercarono di resistere a tale perdita di considerazione fu, paradossalmente, limitare la produzione e, contemporaneamente, accrescere l'importanza dei prodotti conferendo loro il valore dato dall'unicità.

Gli artisti invece reagirono in due diversi modi rispetto al loro ruolo: alcuni difesero l'idea di espressione individuale attraverso l'opera d'arte, altri inventarono, nel corso del Novecento, una nuova prospettiva nel design.

Coloro i quali si chiamarono in seguito, con orgoglio, designer, erano affascinati dalle potenzialità della produzione e tentarono di migliorare l'estetica di oggetti comuni.

Altri artisti reagirono esplorando le potenzialità fisiche e visive dei materiali utilizzati, per esempio la ceramica, senza alcun interesse nella possibilità di riprodurre l'oggetto. Nonostante le difficoltà

affrontate nella fase di modellazione e cottura, questi artisti, così come i pittori o gli scultori, ebbero

come finalità la creazione di un oggetto d'arte unico.

La ceramica ha ancora un suo ruolo ?

Penso che la ceramica abbia ancora un suo ruolo contemporaneo, certo è necessario produrre alta qualità, ricercatezza, non c'è più spazio per la produzione dozzinale, mentre sono convinto ci sia spazio per una produzione attenta ai dettagli e alle emozioni. Solleticare le corde delle emozioni oggi è indispensabile in un modo appiattito da una sovrabbondanza di comunicazione.

In questo contesto il rapporto con il mondo del design assume prospettive feconde, c'è spazio sia per la produzione per conto terzi in tirature limitate di ceramiche di design, sia per la figura di un artigiano creativo, un artiere della ceramica.

E comunque qualsiasi cosa si voglia fare, artigiano, artiere, artista o designer, quello che è certo, che tenere basso il livello, puntare sulla quantità e non sulla qualità non solo non rende, ma crea un danno di immagine a tutti.

 

Oggi conta anche il marketing nella produzione artigianale ?

È necessario che il ceramista sia consapevole di un ruolo imprenditoriale. La produzione ceramica non finisce quando il pezzo esce dal forno, ma finisce quando entrando in casa del cliente finale ne viene apprezzata la bellezza e la qualità. L'imprenditore ceramista deve riappropriarsi della sua dignità, difendere il suo lavoro e comunicare la sua gioia di artigiano|creativo|commerciale.

Come vede oggi Albisola ?

Albisola è stata nel Novecento la capitale mondiale dell'arte ceramica, la Mazzotti la sua reggia. Oggi è territorio ancora vivo, ma anche territorio di saccheggio. Quanti prendono a piene mani dalla storia di Albisola senza nulla dare ? Senza contare che il territorio si sta concentrando molto sulla quantità delle mostre espositive, meno sulla qualità del contenuto e sulla produzione. Gli artigiani ceramisti sono complici di tale situazione perch´ vivacchiano senza progetti a lungo termine (salvo qualche manifattura che si sta impegnato con intelligenza). Spesso si fanno belli per la presenza degli “artisti” presso la loro bottega, senza capire che pur nell'importanza dell'artista (che spesso pone all'artigiano nuovi stimoli e sfide) il vero valore aggiunto deve rimanere nelle mani dell'artigiano.

Noi titolari d'azienda facciamo ceramica e il FARE deve essere riconosciuto. Certo il pensiero è altrettanto (se non di più) importante, per questo sarebbe bene che gli artigiani ceramisti sapessero guardare oltre il mare e le colline.


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Breve storia dell' Atelier Mazzotti in Albisola

La storia della fabbrica di ceramiche Giuseppe Mazzotti 1903 è quella virtuosa dell'industria italiana del XX Secolo, in cui si incrociano sapienza professionale e storie di imprenditoria famigliare.

La manifattura  prosegue l'attività della manifattura Giuseppe Mazzotti fondata nel 1903 da Giuseppe Bausin Mazzotti, bisnonno dell'attuale titolare Tullio, che la guida dal 2005.

Al fondatore sono susseguiti i figli Torido, primogenito, Tullio d'Albisola e Vittoria.

Nel 1959 i fratelli Torido e Tullio decidono  separare le loro attività; il primogenito Torido mantiene il nome originale della manifattura nonchè la consistenza industriale e prosegue il suo lavoro assieme al figlio Giuseppe Bepi e al nipote Tullio Marco, che ne diventa titolare nel 2005.

Nel primo dopoguerra grazie alla collaborazione con il Movimento Futurista l'azienda volge a un indirizzo moderno.

Il debutto fu all'Exposition internationale des Arts D´coratifs et industriels modernes di Parigi nel 1925.

Poco dopo per merito di Tullio d'Albisola la manifattura Mazzotti allaccia rapporti con il Movimento Futurista di Filippo Tommaso Marinetti.

Grazie alla collaborazione con gli artisti la Manifattura realizza una serie di opere d'autore che presenterà alle esposizioni d'arte in Italia e all'estero

Ma è il secondo dopoguerra il momento in cui le manifatture di ceramica albisolesi vivono una straordinaria stagione produttiva, grazie alla collaborazione con gli artisti e a un forte impulso produttivo. 
Negli anni '50 ad Albisola giungono i protagonisti delle nuove avanguardie artistiche europee per creare le loro opere nella Manifattura Giuseppe Mazzotti. 
Gli artefici primari furono Sergio Dangelo e Enrico Baj, i quali invitarono in Albisola Asger Jorn e insieme progettarono e organizzarono "Gli Incontri Internazionali della Ceramica" nel 1954.
Nello stesso periodo Lucio Fontana aprì il proprio studio nel cuore della cittadina ligure. Poi arrivarono Karel Appel, con Pierre Corneille, insieme, due anni prima avevano fondato il gruppo CO.BR.A, quindi Sebastian Matta, Emilio Scanavino, Giuseppe Capogrossi, Aligi Sassu. 
Erano gli anni in cui la ceramica per molti degli artisti delle avanguardie diventa una sorta di abdicazione nei confronti della tela. Gli artisti spingono al massimo la sperimentazione della materia, il lavoro in ceramica diventa astratto, come le loro opere su tela. La produzione è rivolta a pezzi unici, d'artista, con forte impatto espressivo.

La manifattura Mazzotti Giuseppe 1903 non è stato (e non è) solo importante per il rapporto con gli artisti, lo è anche per la sua produzione di bottega. Una produzione di alto artigianato che ha reso la sua produzione molto ricercata e apprezzata.

Nel tempo la Mazzotti ha servito clienti come la Campari, Motta, Rinascente, Fincantieri, Esso.

La fornitura nel 1986 a Palazzo Grassi a Venezia e nel 2014 al Guggenheim di New York.

Negozi storici di Genova come Radif, attivo dal 1820, servito ancora oggi dopo tre generazioni.

Nuovi canali commerciali sviluppatisi nell'ambito dell'E.Commerce come Artemest e Luisa Via Roma.

Tra l'altro la Mazzotti Giuseppe è sempre stata all'avanguardia degli sviluppi tecnologici e innovativi. Il primo forno elettrico è del 1952, il primo computer in azienda nel 1986, il primo sito internet nel 1996, l'uso di stampanti 3D per la realizzazione di modelli dal 2011.

Un percorso di continuo aggiornamento e ricerca che oggi si materializza in vari settori di produzione :

·  le ceramiche della tradizione figulina albisolese con il tradizionale Bianco e Blu

·  l'edizione di ceramiche futuriste da disegni originali o da disegno di Tullio Mazzotti

·  la produzione di pentole in terracotta della linea Home impreziosite da una ricerca cromatica  molto ricercata

·  la produzione di ceramiche di design  ideate e realizzata da Tullio Mazzotti o da designer contemporanei quali Giulio Iacchetti, GumDesign, Maria Christina Hamel,  Alberto Podestà, Rolando Giovannini, Cortini & Mattolini, Benedetto Quaquaro.

Da ricordare anche la produzione per Memphis di ceramiche di Alessandro Mendini e le collaborazioni progettuali con Ambrogio Pozzi, Denis Santachiara, Luisa Bocchietto, e tanti altri importanti designer e le produzioni per artisti quali Alfredo Sosabravo, Gianni Celano Giannici, Claudio Manfredi, Alessandro Roma, NERO Alessandro Neretti, Arianna Carossa e l'eterno genio di Sergio Dangelo.






Autore: Tullio Mazzotti


Inviata il giorno 03/05/2021 alle ore 11:30:24 a:
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