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Troffie al pesto

26 novembre 2009, ore 20,15
Hotel garden albisola


Giovedì 26 novembre 2009

Venne organizzata una cena all'Hotel Garden

presenti :

Egr. Assessori alla Cultura
Livio Bracco, Provincia di Savona
Ferdinando Molteni, Comune di Savona
Gianluca Nasuti, Comune di Albissola Marina
Giavanna Rolandi, Comune di Albisola Superiore

Gent.ma Direttrice
Eliana Mattiauda, Pinacoteca Civica di Savona 

Egr. Presidente
Roberto Romani, Fondazione A. De Mari Cassa di Risparmio di Savona

Gent.mi membri del C.d.A. Fondazione G. Mazzotti 1903
Roberto Giannotti
Claudio Manfredi

  Gent.mi amici del Comitato Rigore Artistico di Albisola Savona
Mino Puppo

Questo il resoconto poi pubblicato su IL TORNIO NOTIZIARIO CULTURALE DELLA CERAMICA

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Le troffie al pesto con patate e faglioni … amen

La speranza è una grande sala espositiva, ma ancora di più la necessità che le due albisole si parlino.

Fondazione Museo Giuseppe Mazzotti 1903

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Aperitivo con fritti misti, prosecco e liquido colorato analcolico. Troffie al pesto con patate e fagiolini, brasato con purea, dolce e caffe. Cena al Garden Hotel di Albisola Mare.

Ospiti illustri, amici della cultura e amici personali sono presenti per una cena conviviale in cui parlare del nostro territorio, di cultura, di arte e di questa benedetta, maledetta passione che si chiama ceramica. Cotta a mille gradi centigradi, povera da sempre, preziosa e immortale per sempre.

Io albisolese di famiglia e di residenza ho frequentato le scuole elementari, medie e poi naturalmente il liceo a Savona, cosicch´ amicizie giovanili e frequentazioni furono nel capoluogo, quasi una doppia cittadinanza che mi porta, anche per ragioni d'intelligenza, a vedere il territorio ceramico come un'entità unica da Albisola sino a Vado Ligure (il Tornio gennaio 2004, Albisola-Savona-Vado 11 km, se non riusciamo a percorrere in fase progettuale la distanza che separa Albisola da Vado Ligure passando per Savona come possiamo pensare che ciò che stiamo facendo sia effettivamente utile al nostro territorio ?).

Ciò detto la speranza di vedere sulle riva del Sansobbia un Museo della Ceramica è forte, leggitimata non da un campanilismo sterile, ma dal fatto che il tessuto produttivo è in Albisola e un Museo ha bisogno per essere realmente vivo e funzionale di svolgere una funzione contemporanea, non solo di documentazione del passato ne puramente una funzione turistico/culturale. Un Museo dedicato alla maledatta/benedetta (l'ho scritto alla rovescia rispetto a prima) ceramica ha anche una funzione di traino per le aziende che operano nel comparto.

Deve averla come mission.

Un comparto che è sempre più in crisi, che mostra di risentire della crisi economica, ma anche che mostra tutte le debolezze dell'imprenditoria incapace spesso di uscire da una dimensione mentale troppo artigianale, ripiegata su concetti ormai vecchi di mercato e commercio. Il mondo viaggia oggi molto più velocemente della maggioranza dei ceramisti albisolesi cosicch´ essi risentono maggiormente della crisi. Negli anni Trenta e Cinquanta fu la ceramica di Albisola a viaggiare molto più velocemente del mondo e oggi quei “prodotti”sono ancora formidabilmente attuali sia relativamente al “design” Futurista (anni Trenta) sia alle opere “monotipo” d'arte (anni Cinquanta).

Il Museo dunque non come contenitore, ma come motore.

Alle troffie al pesto, dopo una breve mia introduzione, il presidente della Fondazione De Mari Cassa di Risparmio di Savona annuncia, nel suo intervento, che il suo ente verrà a disporre dei locali di via Aonzo in Savona. È la fine di una speranza.

Il Museo della ceramica in Albisola non si farà mai. Si farà a Savona.

Il palazzo di via Aonzo è attiguo alla Pinacoteca, la finalità già tracciata. Dunque amen.

La storia la fanno gli uomini e le idee, intendo con questo dire che una visione corretta dei progetti serve, ma se non si è nella posizione di poter metterli in pratica si fa poca strada.

Albisola, forse per confidenza con l'arte e la sua storia, non ha saputo capire la necessità di avere accanto alle fabbriche un Museo, non come “giocattolo”, ma come struttura portante di un comparto. Scuola di formazione (non per hobbisty e luogo pubblico/privato di interessi limitati come la scuola di ceramica di Albisola Superiore è attualmente), tessuto produttivo (artistico artigianale) e museo sono i tre elementi necessari e indispensabili per la sopravvivenza.

D'altra parte le capacità professionali della direttrice della Pinacoteca Eliana Mattiauda fanno ben sperare.

La domanda/speranza è cosa fare in Albisola per allacciarsi al treno savonese, per non essere tagliati fuori, perch´ la produzione ceramica non muoia.

Innanzi tutto è necessaria un'analisi di cosa è oggi la ceramica albisolese.

Solo tre o quattro aziende ceramiche artigianali strutturate, non di più, le altre, tutte le altre partite Iva iscritte all'albo della Camera di Commercio sono botteghe famigliari che esauriscono il loro lavoro con l'uscita del pezzo dal forno; una volta messo la ceramica in negozio si aspetta il passaggio del cliente. Come andare a caccia al passaggio … una cosa d'altri tempi.

Due aziende ceramiche industriali che devono essere tutelate, salvaguardate, coccolate soprattutto in un momento di grave crisi economica.

Una Scuola di Ceramica che non è istituto d'arte, non è istituto di formazione. Ha il nome ma non svolge una funzione all'altezza del mondo produttivo.

Quattro raccolte d'arte private (Museo Giuseppe Mazzotti 1903, La Stella, Ceramiche San Giorgio, Giardino Studio Ernan) importanti per il loro contenuto, per la loro storia e anche per la loro funzione di volano contemporaneo. Una risorsa spesso snobbata dalle amministrazioni che reputandole “private” non le sostengono come invece dovrebbero.

Due strutture pubbliche : il Museo Manlio Trucco e il Museo Civico d'Arte Contemporanea. Il Museo Trucco di Albisola Superiore oggi accoglie la biblioteca azzerando quindi la possibilità di mostre o eventi culturali legati alla maledetta/benedetta ceramica, però si spera che nel futuro riacquisti la funzione sua funzione originaria. Il Museo Civico d'Arte Contemporanea di Albissola Marina è una sala espositiva non certo all'altezza di accogliere nessuna mostra che abbia un minimo di rilievo. Un contenitore da rivedere completamente, nell'allestimento e anche nella mission culturale.

Poi su Savona.

Una pinacoteca/locomotiva con sede in Savona, che tra l'altro accoglie in se la Fondazione Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo, una struttura di rilievo, organizzata, ben diretta, viva, attenta e contemporanea.

Il Priamar, la fortezza di Savona, con sale espositive e il Museo Archeologico.

Cosa fare di tutto questo ? Come mettere a sistema queste risorse? Cosa fare di nuovo ?

Per il tessuto produttivo, per gli artigiani è necessaria una fase formativa, anzi riformativa. Dagli Anni Cinquanta a oggi, si è assistito a un cambiamento in negativo passando da fabbriche di ceramica a laboratori (destrutturazione). Per invertire questa situazione è necessaria una formazione professionale che non può essere affidata agli artigiani stessi, soggetto della formazione, ma che deve essere organizzata e voluta dagli Enti (Camera di Commercio, Associazioni di Categoria … ahimè …, Comuni che è necessario capiscano l'importanza dello loro storia e l'importanza del settore. Una riflessione in proposito … nell'era di internet, della comunicazione globale, la mentalità per cui le conoscenze debbano essere protette all'interno dell'azienda è un non senso, una mentalità vecchia. Conoscenze tecniche, commerciali devono essere messe in rete fra i ceramisti, che tradotto vuol dire che si devono parlare, fare sistema, consorziarsi.

Diverso il discorso relativo alle due aziende industriali, esse sono già strutturate correttamente, però devono essere protette come risorsa occupazionale, come risorsa caratterizzante il territorio, come industria. Non lasciate sole nel travaglio della crisi e della concorrenza cinese.

Quindi detto del Museo della Ceramica ormai costruendo in Savona, dopo che per anni le Albisole sono state capaci di fare discorsi e progetti che avevano l'unico comune denominatore di non essere coordinati fra i due Comuni; Marina e Superiore in un delirio di onnipotenza ragionavano ognuna per conto suo, in gara, negli ultimi dieci anni contrapposte politicamente, non hanno percepito quello che stava accadendo fuori dal confine della Libera Repubblica delle Arti, lontano dalle Rive del Sansobbia. Oggi rimane la possibilità di costruire una grande Sala Espositiva che possa accogliere grandi Mostre d'Arte Contemporanea e che possa essere da traino e da stimolo per le aziende, che potrebbero così vedere cosa avviene nel mondo, fuori dalla porta della loro bottega, magari stimolate a rimettersi in discussione. È l'unica possibilità che Albisola ha e che spero non si lasci scappare. Un obbiettivo che è doveroso verso la sua storia e per il suo futuro, se vuole averlo, un obiettivo raggiungibile unicamente con un dialogo VERO fra Marina e Superiore, che sappia superare le contrapposizioni di cromatica politica, un dialogo che la Provincia di Savona e il suo assessore, l'amico Livio Bracco, debbono promuovere e coordinare, per lasciare un segno positivo.

di Tullio Mazzotti



Autore: Tullio Mazzotti


Inviata il giorno 26/05/2021 alle ore 09:38:28 a:
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